mercoledì 24 febbraio 2016

Recensione Vagabond Vol 1 di Takehiko Inoue



Recensione
Vagabond Vol. 1 di Takehiko Inoue



 
Ultimamente mi sto dedicando ai manga con tema storico, proprio come questo: Vagabond è ambientato infatti nel Giappone del 1600. Il protagonista è un personaggio realmente esistito ed è stato l’autore del manuale per samurai “Il libro dei cinque anelli”, il suo nome era Musashi Miyamoto, o forse dovremmo dire il suo pseudonimo, dato che il suo vero nome era Takezo Shinmen. Dopo la battaglia di Sekigahara in cui venne sconfitto, scontro che è temporalmente di poco precedente all’inizio di questo manga, Musashi divenne un ronin, un samurai senza padrone.

Come detto poco fa, l’incipit di questo manga è di poco successivo a Sekigahara, Takezo Shinmen assieme all’amico e compagno d’armi Matahachi Honiden, ritornano verso casa sconfitti, un disonore per la mentalità guerriera. Lungo il percorso incontrano Akemi e la madre Oko, due personaggi femminili. Le continue avances di Oko nei confronti di Takezo, e la sua volontà di far sposare Akemi con uno dei due guerrieri, mette ben in evidenza il problema di essere una madre single nel Giappone feudale, soprattutto se la madre in questione è una ladra e saccheggiatrice, in cerca di protezione.

Mi fermo qui con l’analizzare la storia, per evitare ulteriori spoiler, anche perché ciò che ho scritto credo sia più che sufficiente per farsi un’idea.

I disegni sono ben fatti, dal tratto pulito e mai confusionario. L’ambientazione è realistica, e anche i protagonisti lo sono, escluso Takezo, che almeno per ora, è decisamente forte, forse troppo, ma essendo un samurai diventato storicamente famoso proprio per la sua abilità con la spada, mi sento di concedere al manga una possibilità.

Ho acquistato anche il secondo volume; probabilmente leggendo anche quello potrò fare una considerazione più dettagliata e dare un giudizio migliore al manga, ma per ora non si può dire molto, a parte il fatto che invoglia a proseguire nella lettura, il che è un fattore molto importante per qualsiasi opera, non annoia e si arriva a finirlo tutto in un fiato senza interruzioni.

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

Ciao e alla prossima!
*ENRICO*

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